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bunq Working Abroad Index 2025: Panoramica sul costo della vita

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bunq Working Abroad Index 2025: Panoramica sul costo della vita

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Ti interessano i risultati dell’anno scorso? Leggi qui il Working Abroad Index 2024.

Dopo diversi anni di forti aumenti, il costo della vita in Europa sta iniziando ad alleggerirsi. Il bunq Working Abroad Index 2025 mostra che i prezzi nelle capitali europee stanno crescendo a un ritmo più lento e prevedibile. Per chi lavora da remoto e per gli expat, questo cambiamento segna il ritorno tanto atteso alla stabilità e a una prospettiva più sostenibile della vita all’estero.

Il costo medio mensile della vita è ora di 1.644 € al mese, solo il 3,6% in più rispetto al 2024. Questo rallentamento, rispetto al balzo del 5% dell’anno scorso, suggerisce che il costo della vita in Europa stia finalmente ritrovando un equilibrio.

L’Index di quest’anno copre 27 capitali europee più Londra, includendo dati su affitti, spesa alimentare, trasporti, utenze e spazi di coworking. I risultati mostrano un quadro sempre più diversificato tra le varie regioni, con l’Europa occidentale che si raffredda e l’Europa orientale che recupera velocemente terreno.

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Il costo della vita rallenta in tutta Europa

In Europa, i prezzi iniziano a dare segnali di raffreddamento. Dagli affitti alla spesa, la maggior parte delle categorie ha registrato aumenti più contenuti e regolari. In media, i costi sono saliti del 3,6% rispetto a un aumento complessivo dell’8,8% dal 2023. Questo andamento punta verso spese più prevedibili e uno scenario più gestibile per la pianificazione a lungo termine.

Londra resta la città più costosa con 3.216 € al mese, seguita da Amsterdam (2.679 €) e Dublino (2.631 €). Anche in queste capitali ad alto costo si vedono segnali di sollievo. I costi complessivi di Londra sono diminuiti leggermente dello 0,4%, trainati da un calo del 13,9% delle utenze. Berlino ha registrato a sua volta una moderata riduzione dello 0,6%, con una media di 1.822 € al mese dopo anni di aumenti costanti.

Al contrario, gran parte dell’Europa orientale continua a vedere i prezzi crescere più velocemente rispetto alla media UE.

Le capitali più economiche restano in vantaggio

In Europa orientale, Bucarest (877 €), Sofia (979 €) e Budapest (1.026 €) restano tra le città più accessibili per expat e nomadi digitali. I loro prezzi relativamente bassi le rendono ancora opzioni molto interessanti per freelancer, studenti e giovani professionisti.

Tuttavia, queste città non sono più le occasioni nascoste di un tempo. Sofia ha registrato il maggior aumento annuale con +12,5%, seguita da Budapest con +9%. La domanda in crescita e il maggiore interesse internazionale stanno lentamente riducendo il divario tra Est e Ovest. Anche se la vita a Est rimane più economica, la differenza si riduce ogni anno man mano che sempre più persone scelgono di vivere e lavorare lì.

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Le città di fascia media: il nuovo punto di equilibrio

Se il 2025 ha un vincitore chiaro, è la città di fascia media. Capitali come Atene (1.095 €), Zagabria (1.213 €) e Vilnius (1.151 €) trovano il giusto equilibrio tra accessibilità, comfort e connessione. I loro costi sono rimasti particolarmente stabili, con aumenti tra lo 0,5% e il 9,5%, tutti al di sotto della media UE.

Atene, in particolare, spicca. La combinazione tra costi di vita ragionevoli, stile di vita mediterraneo e programmi di visto accessibili la rende una meta sempre più amata dai nomadi digitali che cercano stabilità più che movimento continuo. I dati raccontano anche un cambiamento più ampio: vivere all’estero sta diventando sempre meno una corsa al posto più economico e sempre più un modo per costruire uno stile di vita sostenibile.

Gli spazi di coworking diventano più economici (e più affollati)

Nel contesto del generale rallentamento, gli spazi di coworking sono la storia di successo dell’anno. I prezzi sono scesi in media dell’11% nell’UE, rendendo le soluzioni di lavoro flessibile più accessibili che mai.

Budapest (118 €) resta una delle città più economiche per una postazione, mentre Madrid (152 €), Londra (167 €) e Zagabria (173 €) offrono oggi tariffe che un anno fa sarebbero sembrate impensabili. Anche Parigi e Dublino hanno visto i costi dei coworking diminuire di quasi il 25%.

Per chi lavora da remoto, è una spesa in meno di cui preoccuparsi. Man mano che aprono nuovi spazi flessibili e la concorrenza aumenta, i coworking stanno diventando sempre meno un lusso.

Dai prezzi in aumento a un futuro più stabile

I forti rialzi di prezzi del 2024 stanno lasciando spazio a cambiamenti più misurati. Madrid, che l’anno scorso ha registrato un’impennata di quasi il 25%, oggi mostra una piccola diminuzione. Helsinki (-2,2%), Londra (-0,3%) e Berlino (-0,6%) confermano tutte questa tendenza verso una maggiore moderazione.

L’Europa occidentale mostra i primi segnali di stabilizzazione, mentre le capitali orientali continuano a crescere gradualmente. Il divario tra le due aree si restringe, creando una mappa europea più equilibrata, in cui nomadi ed expat hanno più flessibilità nello scegliere dove e come vivere.

Un futuro più sostenibile per i nomadi

Per chi lavora da remoto e per gli expat, i dati del 2025 raccontano una storia incoraggiante. Dopo diversi anni di aumenti rapidi, il ritmo di crescita dei prezzi sta finalmente rallentando. Spese prevedibili, coworking più economici e un ventaglio più ampio di città di fascia media contribuiscono a rendere la vita all’estero più accessibile e più sostenibile rispetto al passato.

Il bunq Working Abroad Index 2025 mostra che il costo della vita in Europa sta trovando un nuovo ritmo. I costi non sono più definiti da sbalzi improvvisi, ma da aggiustamenti graduali. Per chi sta progettando una vita oltreconfine, questo nuovo ritmo offre un prezioso senso di controllo e un quadro più chiaro di quanto costa davvero vivere e lavorare all’estero.

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Dopo diversi anni di forti aumenti, il costo della vita in Europa sta iniziando ad alleggerirsi. Il bunq Working Abroad Index 2025 mostra che i prezzi nelle capitali europee stanno crescendo a un ritmo più lento e prevedibile. Per chi lavora da remoto e per gli expat, questo cambiamento segna il ritorno tanto atteso alla stabilità e a una prospettiva più sostenibile della vita all’estero.

Il costo medio mensile della vita è ora di 1.644 € al mese, solo il 3,6% in più rispetto al 2024. Questo rallentamento, rispetto al balzo del 5% dell’anno scorso, suggerisce che il costo della vita in Europa stia finalmente ritrovando un equilibrio.

L’Index di quest’anno copre 27 capitali europee più Londra, includendo dati su affitti, spesa alimentare, trasporti, utenze e spazi di coworking. I risultati mostrano un quadro sempre più diversificato tra le varie regioni, con l’Europa occidentale che si raffredda e l’Europa orientale che recupera velocemente terreno.

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Il costo della vita rallenta in tutta Europa

In Europa, i prezzi iniziano a dare segnali di raffreddamento. Dagli affitti alla spesa, la maggior parte delle categorie ha registrato aumenti più contenuti e regolari. In media, i costi sono saliti del 3,6% rispetto a un aumento complessivo dell’8,8% dal 2023. Questo andamento punta verso spese più prevedibili e uno scenario più gestibile per la pianificazione a lungo termine.

Londra resta la città più costosa con 3.216 € al mese, seguita da Amsterdam (2.679 €) e Dublino (2.631 €). Anche in queste capitali ad alto costo si vedono segnali di sollievo. I costi complessivi di Londra sono diminuiti leggermente dello 0,4%, trainati da un calo del 13,9% delle utenze. Berlino ha registrato a sua volta una moderata riduzione dello 0,6%, con una media di 1.822 € al mese dopo anni di aumenti costanti.

Al contrario, gran parte dell’Europa orientale continua a vedere i prezzi crescere più velocemente rispetto alla media UE.

Le capitali più economiche restano in vantaggio

In Europa orientale, Bucarest (877 €), Sofia (979 €) e Budapest (1.026 €) restano tra le città più accessibili per expat e nomadi digitali. I loro prezzi relativamente bassi le rendono ancora opzioni molto interessanti per freelancer, studenti e giovani professionisti.

Tuttavia, queste città non sono più le occasioni nascoste di un tempo. Sofia ha registrato il maggior aumento annuale con +12,5%, seguita da Budapest con +9%. La domanda in crescita e il maggiore interesse internazionale stanno lentamente riducendo il divario tra Est e Ovest. Anche se la vita a Est rimane più economica, la differenza si riduce ogni anno man mano che sempre più persone scelgono di vivere e lavorare lì.

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Le città di fascia media: il nuovo punto di equilibrio

Se il 2025 ha un vincitore chiaro, è la città di fascia media. Capitali come Atene (1.095 €), Zagabria (1.213 €) e Vilnius (1.151 €) trovano il giusto equilibrio tra accessibilità, comfort e connessione. I loro costi sono rimasti particolarmente stabili, con aumenti tra lo 0,5% e il 9,5%, tutti al di sotto della media UE.

Atene, in particolare, spicca. La combinazione tra costi di vita ragionevoli, stile di vita mediterraneo e programmi di visto accessibili la rende una meta sempre più amata dai nomadi digitali che cercano stabilità più che movimento continuo. I dati raccontano anche un cambiamento più ampio: vivere all’estero sta diventando sempre meno una corsa al posto più economico e sempre più un modo per costruire uno stile di vita sostenibile.

Gli spazi di coworking diventano più economici (e più affollati)

Nel contesto del generale rallentamento, gli spazi di coworking sono la storia di successo dell’anno. I prezzi sono scesi in media dell’11% nell’UE, rendendo le soluzioni di lavoro flessibile più accessibili che mai.

Budapest (118 €) resta una delle città più economiche per una postazione, mentre Madrid (152 €), Londra (167 €) e Zagabria (173 €) offrono oggi tariffe che un anno fa sarebbero sembrate impensabili. Anche Parigi e Dublino hanno visto i costi dei coworking diminuire di quasi il 25%.

Per chi lavora da remoto, è una spesa in meno di cui preoccuparsi. Man mano che aprono nuovi spazi flessibili e la concorrenza aumenta, i coworking stanno diventando sempre meno un lusso.

Dai prezzi in aumento a un futuro più stabile

I forti rialzi di prezzi del 2024 stanno lasciando spazio a cambiamenti più misurati. Madrid, che l’anno scorso ha registrato un’impennata di quasi il 25%, oggi mostra una piccola diminuzione. Helsinki (-2,2%), Londra (-0,3%) e Berlino (-0,6%) confermano tutte questa tendenza verso una maggiore moderazione.

L’Europa occidentale mostra i primi segnali di stabilizzazione, mentre le capitali orientali continuano a crescere gradualmente. Il divario tra le due aree si restringe, creando una mappa europea più equilibrata, in cui nomadi ed expat hanno più flessibilità nello scegliere dove e come vivere.

Un futuro più sostenibile per i nomadi

Per chi lavora da remoto e per gli expat, i dati del 2025 raccontano una storia incoraggiante. Dopo diversi anni di aumenti rapidi, il ritmo di crescita dei prezzi sta finalmente rallentando. Spese prevedibili, coworking più economici e un ventaglio più ampio di città di fascia media contribuiscono a rendere la vita all’estero più accessibile e più sostenibile rispetto al passato.

Il bunq Working Abroad Index 2025 mostra che il costo della vita in Europa sta trovando un nuovo ritmo. I costi non sono più definiti da sbalzi improvvisi, ma da aggiustamenti graduali. Per chi sta progettando una vita oltreconfine, questo nuovo ritmo offre un prezioso senso di controllo e un quadro più chiaro di quanto costa davvero vivere e lavorare all’estero.

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Ti interessano i risultati dell’anno scorso? Leggi qui il Working Abroad Index 2024.

Dopo diversi anni di forti aumenti, il costo della vita in Europa sta iniziando ad alleggerirsi. Il bunq Working Abroad Index 2025 mostra che i prezzi nelle capitali europee stanno crescendo a un ritmo più lento e prevedibile. Per chi lavora da remoto e per gli expat, questo cambiamento segna il ritorno tanto atteso alla stabilità e a una prospettiva più sostenibile della vita all’estero.

Il costo medio mensile della vita è ora di 1.644 € al mese, solo il 3,6% in più rispetto al 2024. Questo rallentamento, rispetto al balzo del 5% dell’anno scorso, suggerisce che il costo della vita in Europa stia finalmente ritrovando un equilibrio.

L’Index di quest’anno copre 27 capitali europee più Londra, includendo dati su affitti, spesa alimentare, trasporti, utenze e spazi di coworking. I risultati mostrano un quadro sempre più diversificato tra le varie regioni, con l’Europa occidentale che si raffredda e l’Europa orientale che recupera velocemente terreno.

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Il costo della vita rallenta in tutta Europa

In Europa, i prezzi iniziano a dare segnali di raffreddamento. Dagli affitti alla spesa, la maggior parte delle categorie ha registrato aumenti più contenuti e regolari. In media, i costi sono saliti del 3,6% rispetto a un aumento complessivo dell’8,8% dal 2023. Questo andamento punta verso spese più prevedibili e uno scenario più gestibile per la pianificazione a lungo termine.

Londra resta la città più costosa con 3.216 € al mese, seguita da Amsterdam (2.679 €) e Dublino (2.631 €). Anche in queste capitali ad alto costo si vedono segnali di sollievo. I costi complessivi di Londra sono diminuiti leggermente dello 0,4%, trainati da un calo del 13,9% delle utenze. Berlino ha registrato a sua volta una moderata riduzione dello 0,6%, con una media di 1.822 € al mese dopo anni di aumenti costanti.

Al contrario, gran parte dell’Europa orientale continua a vedere i prezzi crescere più velocemente rispetto alla media UE.

Le capitali più economiche restano in vantaggio

In Europa orientale, Bucarest (877 €), Sofia (979 €) e Budapest (1.026 €) restano tra le città più accessibili per expat e nomadi digitali. I loro prezzi relativamente bassi le rendono ancora opzioni molto interessanti per freelancer, studenti e giovani professionisti.

Tuttavia, queste città non sono più le occasioni nascoste di un tempo. Sofia ha registrato il maggior aumento annuale con +12,5%, seguita da Budapest con +9%. La domanda in crescita e il maggiore interesse internazionale stanno lentamente riducendo il divario tra Est e Ovest. Anche se la vita a Est rimane più economica, la differenza si riduce ogni anno man mano che sempre più persone scelgono di vivere e lavorare lì.

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Le città di fascia media: il nuovo punto di equilibrio

Se il 2025 ha un vincitore chiaro, è la città di fascia media. Capitali come Atene (1.095 €), Zagabria (1.213 €) e Vilnius (1.151 €) trovano il giusto equilibrio tra accessibilità, comfort e connessione. I loro costi sono rimasti particolarmente stabili, con aumenti tra lo 0,5% e il 9,5%, tutti al di sotto della media UE.

Atene, in particolare, spicca. La combinazione tra costi di vita ragionevoli, stile di vita mediterraneo e programmi di visto accessibili la rende una meta sempre più amata dai nomadi digitali che cercano stabilità più che movimento continuo. I dati raccontano anche un cambiamento più ampio: vivere all’estero sta diventando sempre meno una corsa al posto più economico e sempre più un modo per costruire uno stile di vita sostenibile.

Gli spazi di coworking diventano più economici (e più affollati)

Nel contesto del generale rallentamento, gli spazi di coworking sono la storia di successo dell’anno. I prezzi sono scesi in media dell’11% nell’UE, rendendo le soluzioni di lavoro flessibile più accessibili che mai.

Budapest (118 €) resta una delle città più economiche per una postazione, mentre Madrid (152 €), Londra (167 €) e Zagabria (173 €) offrono oggi tariffe che un anno fa sarebbero sembrate impensabili. Anche Parigi e Dublino hanno visto i costi dei coworking diminuire di quasi il 25%.

Per chi lavora da remoto, è una spesa in meno di cui preoccuparsi. Man mano che aprono nuovi spazi flessibili e la concorrenza aumenta, i coworking stanno diventando sempre meno un lusso.

Dai prezzi in aumento a un futuro più stabile

I forti rialzi di prezzi del 2024 stanno lasciando spazio a cambiamenti più misurati. Madrid, che l’anno scorso ha registrato un’impennata di quasi il 25%, oggi mostra una piccola diminuzione. Helsinki (-2,2%), Londra (-0,3%) e Berlino (-0,6%) confermano tutte questa tendenza verso una maggiore moderazione.

L’Europa occidentale mostra i primi segnali di stabilizzazione, mentre le capitali orientali continuano a crescere gradualmente. Il divario tra le due aree si restringe, creando una mappa europea più equilibrata, in cui nomadi ed expat hanno più flessibilità nello scegliere dove e come vivere.

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Il bunq Working Abroad Index 2025 mostra che il costo della vita in Europa sta trovando un nuovo ritmo. I costi non sono più definiti da sbalzi improvvisi, ma da aggiustamenti graduali. Per chi sta progettando una vita oltreconfine, questo nuovo ritmo offre un prezioso senso di controllo e un quadro più chiaro di quanto costa davvero vivere e lavorare all’estero.

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